
dopo un anno di giunta STANCANELLI , la gente disillusa va via dal centro storico .Ecco una testimonianza autobiografica dal blog di andrea lodato
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STORIA DI UN TRASLOCO E DI UNA SCONFITTA
Facciamo che per una volta il privato diventa pubblico, le questioni di chi scrive vengono raccontate e divulgate. In fondo il Blog nasceva per essere un diario, ma la voglia di informazione e di informare, quella di confrontarsi e di confrontare, lo hanno trasformato, in generale, in luoghi di comunicazione, di dibattito. Dico i Blog che si leggono in giro per Internet. Torno al Blogdiario e racconto la mia sconfitta personale, che è privata ed è pubblica, che è di persona e di uno che fa la professione che faccio. Di uno che ama questa città, Catania, al punto da sentirla ed averla tatuta dentro.
Ieri ho traslocato. Cinque anni dopo.
Venivo dall’hinterland allora, cambiavo vita per tanti motivi strettamente personali, cercavo una dimensione di vita anche diversa. La cercai e la trovai nel cuore della città, nel cuore che di più non si poteva, a meno di sfrattare ‘u Liotru. Cuore della Civita, la vecchia città, quella delle stradine, del barocco, della movida che stava finendo, dei caffè concerto che già avevano spento. Ma restava pur sempre il centro storico incantevole, vivibile, suggestivo. Tollerabile anche nei suoi eccessi. Cinque anni dopo, ieri, l’addio, triste, mesto, inevitabile, suggerito forse dalla vecchiaia che avanza e mi rende intollerante, oppure di più penso alimentato dalla rabbia, dalla delusione. Perchè se tutto stava cambiando già allora, oggi tutto è cambiato. Centro sporco, pieno di topi, senza più una soglia di rispetto di civile convivenza che regoli i comportamenti. Commercianti con l’acqua alla gola, strade assediate dal popolo che al massimo beve, urla, si ubriaca, canta davanti ai portoni e rompe i coglioni sino alle 5 del mattino. Indisturbata, incontrollata e , forse, ormai incontrollabile.
Ecco perchè cinque anni dopo non resta che fuggire. Ci sono volute battaglie sui giornali per far riaccendere le luci del centro storico dopo otto mesi di buio fitto e carico di angoscia. Bisognava fare soltanto un po’ di manutenzione e cambiare quattro lampadine, al di là del debito del Comune. L’incantesimo è finito, la trasgressione è routine, come la gente che sniffa sui marciapiedi,senza nemmeno nascondersi per rendere il gesto ulteriormente proibito e fingere di sfuggire così all’occhio vigile delle forze dell’ordine.
Questo è il centro storico di Catania, quello da cui si è costretti a fuggire se si era cercata lì un’altra dimensione, un altro mondo, una misura, un equilibrio fatto anche di lampioni dalle luci fioche, campane che suonavano i rintocchi della notte e il normale caos del giorno e la naturale mancanza di posti cui ti abituavi mentre imprecavi dentro di te. Nemmeno più ci sarà questo dis-piacere, questa consuetudine. Non restano che vomito e piscio sulle strade e gente che non conosce il rispetto di se stessa, dunque figuriamoci del resto del mondo.
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